Lo spirito di innovazione e di ricerca di nuovi linguaggi creativi che caratterizza il Gruppo Prada, ha ispirato il lancio di concorsi su scala mondiale in collaborazione con importanti organizzazioni e aziende attive nell’ambito delle arti contemporanee e della letteratura. Partecipanti da tutto il mondo hanno raccolto le sfide creative e i migliori hanno potuto dimostrare il proprio talento in location d’eccellenza. Il Prada Journal, realizzato in collaborazione con Luxottica e Feltrinelli Editore, così come il Curate Award, realizzato da Fondazione Prada e Qatar Museum Authority, si sono dimostrati percorsi esplorativi alla ricerca di creatività e qualità.

Prada Journal

La forza delle parole

Nell’aprile 2013, Prada e Feltrinelli Editore hanno lanciato un concorso letterario unico nel suo genere perché capace di unire trasversalmente l’universo della moda a quello della letteratura.
L’obiettivo del concorso è stato trovare e promuovere nuovi scrittori di talento in grado di raccontare il mondo con un punto di vista inedito e originale, partendo dagli stimoli ispirativi lanciati attraverso il sito www.prada.com/journal

Migliaia di partecipanti da tutto il mondo hanno raccolto la sfida creativa e inviato i loro manoscritti, in oltre 30 lingue. La metafora degli occhiali è diventata lo strumento per esplorare la realtà circostante e rielaborarla attraverso la scrittura. In un mondo fatto di immagini, Prada ha voluto porre l’accento sulla forza delle parole.

Edizione 2016

“Luci, ombre e miraggi. Non sempre cose e persone sono come le vediamo” (2016)

Kei Matsushima (Giappone), Billie Phillips (Australia), Flávio Vinicius Moreira Costa (Brasile) e Maria Laura Rodriguez (Argentina) sono i vincitori della terza edizione di Prada Journal – Premio Prada Feltrinelli selezionati dalla giuria composta da Carlo Feltrinelli, A.M. Homes, Craig Mod e il regista premio Oscar Gabriele Salvatores.

In occasione della sua terza edizione, Prada Journal evolve in una vera e propria esperienza editoriale tridimensionale, dove la parola scritta si trasforma in parola detta.

Lo sceneggiatore americano Christopher Ciancimino ha trasposto estratti selezionati dei racconti vincitori in rappresentazioni digitali. Come in un moderno “Teatro di conversazione e scambio” lo spettatore può immergersi in un excursus a 360o, muovendosi sulla scena, esplorando l’ambientazione e cambiando il proprio punto di vista durante ogni interpretazione. Gli spettatori diventano così parte attiva, partecipando alla creazione di una prospettiva unica su ogni rappresentazione.
Ulteriori approfondimenti al link http://www.prada.com/journal2016/index-it.html#/experience/

I vincitori

Kei Matsushima, Giappone
Dialogando con un’ombra
“Grazie, mi disse l’ombra. La sua ombra. Si era infatti tirata a sedere con leggerezza sul divano e aveva preso in mano uno dei due bicchieri. Lei, invece, stava ancora dormendo.”

Billie Phillips, Australia
Non v’è più balsamo in Galaad
“Lasciò il bambino a letto, in un pacifico sonno, rintanato sotto le scale, mentre da fuori la guerra entra con un spiffero. Il fucine in mano, Baba s’infila la giacca da Lupo e scivola dalla porta nella miseria.”

Flávio Vinicius Moreira Costa, Brasile
Tenente Marcus
“Invisibile come il dilagare di un’epidemia, in meno di una settimana la storia era già arrivata all’orecchio di tutti. Non era una denuncia né un’informazione ufficiale fondata, ma tutti sapevano che non c’era stato bisogno di convincere il Tenente Marcus.”

Maria Laura Rodriguez, Argentina
L’ora del lupo
“Resta a guardare la notte attraverso la finestra, nel buoio totale. Vorrebbe essere altrove, in qualsiasi posto. In un altro luogo, in un altro tempo.”

Edizione 2014

“Quali sono i segni di un mondo che cambia? E quale realtà è possibile indovinare? Guardare i dettagli in modo chiaro potrebbe darci la risposta” (2014)

L’edizione 2014 ha visto la premiazione di Viola Bellini (Italia), Miguel Ferrando (Spagna) e Anabel Graff (USA), oltre a una menzione speciale per Alejandro Morellón (Spagna). I manoscritti partecipanti sono stati esaminati da una giuria composta da prestigiosi esponenti dell’editoria internazionale: Tishani Doshi, Carlo Feltrinelli, Paolo Giordano e Colum McCann. La seconda edizione del concorso è rimasta fedele allo spirito d’innovazione e alla curiosità tipici di Prada, Feltrinelli e Luxottica. La ricerca si è però espansa abbracciando tutto quello che è possibile immaginare, tutto quello che è possibile pensare e tutte le idee che, una volta acquisita nitidezza di forma e contenuto, possono essere scritte. Nella sede milanese di Prada, durante la serata condotta da Dane DeHaan, i racconti dei vincitori sono stati interpretati da Ansel Elgort, Miles Teller e Filippo Timi.

I vincitori

Viola Bellimi, Italia
Teoria e pratica delle pere
“Prima di tutto, come si raccoglie una pera. Negli ultimi giorni sono andata in giro con una grossa Abate gialla in borsa e ho chiesto ad alcune persone di fare finta di raccoglierla…”

Miguel Ferrando, Spagna
Il pozzo di San Hipólito (El pozo de san Hipólito)
“Prima dell’acqua e delle morti, c’erano pietre e contorti alberi di vite, alberi di fico, una fila di mandorli che segnava il sentiero, la gola e un carrubo simile a una cattedrale che riparava il fianco dell’umile casetta agricola…”

Anabel Graff, USA
Il ballo di fine mondo (The prom at the end of the world)
“Il 29 maggio la televisione annunciò che sarebbe arrivata la fine del mondo. Avevano emesso un comunicato con tutti i dettagli: un asteroide di forma irregolare grande come New York City aveva preso una traiettoria destinata a scontrarsi con la Terra…”

Edizione 2013

“Quali realtà ci restituiscono i nostri occhi? E come vengono filtrate queste realtà attraverso le lenti?” (2013)

In occasione della premiazione del 2013, l’Epicentro Prada di Broadway New York è stato trasformato in un moderno “teatro di conversazione e scambio”, ispirato al salotto letterario classico, per poter vivere la narrazione di storie come esperienza editoriale tridimensionale. In questo ambiente sono stati svelati i racconti dei vincitori della prima edizione: Mattia Conti (Italia), Leisl Egan (Australia), Angel Mario Fernández (Argentina), Sarah Harris Wallman (USA) e Peng Yang (Cina), a cui è stato riconosciuto un premio in denaro e la pubblicazione in un e-book scaricabile dal sito.

I vincitori

Angel Mario Fernández, Argentina
Juan è andato tra le stelle (Juan se fue a las estrellas)
“A sei anni sono molte le cose che non si capiscono, ma quando mi sistemai gli occhiali sul naso e chiesi alla mamma di mio fratello Juan, lei mi accarezzò il viso e mi disse…”

Sarah Harris Wallman, USA
Una carrozza si aggancia all’altra e tira (One Car Hooks Into the Next and Pulls)
“Il treno correva tra due città rivali. Non era stato progettato per l’amore, ma per l’efficienza. E tuttavia, nell’andare su e giù per la strada ferrata cominciò a provare sentimenti…”

Peng Yang, Cina
Gray Story (Hui gushi)
“Un anno, nel pieno dell’estate, a Qizhuang si verificarono in successione due fatti strani: cadde una pioggia strana e arrivò una persona strana…”

Mattia Conti, Italia
Gli occhi di Malrico
“I ragazzi erano sempre quattro. Quando la Lorella camminava su per la passeggiata, aspettavano con il fiato nei polmoni che il vento le alzasse la gonna…”

Leisl Egan, Australia
La battuta finale (Punchline)
“Moptop sedeva in penombra al bancone del bar e guardava gli ultimi sedimenti di schiuma sulla sua birra. Si grattò stancamente una chiazza brunastra sul viso unto e grinzoso…”

Curate Award

La mostra dei sogni

Curate è un concorso internazionale promosso da Qatar Museums Authority e Fondazione Prada nel 2013 per individuare nuovi talenti in campo curatoriale. Il premio ha aperto nuovi orizzonti e sfidato le idee correnti su ciò che normalmente s’intende per mostra, offrendo ai vincitori la straordinaria opportunità di diventare i curatori delle mostre che da sempre sognavano.

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I progetti vincitori

I progetti vincitori, annunciati il 6 agosto 2014, sono:

Extinct in the Wild, Michael Wang, USA

Il progetto enfatizza il ruolo cruciale giocato dagli esseri umani nella preservazione e nell’esistenza di certe specie di flora e fauna che sarebbero altrimenti estinte o incapaci di crescere e svilupparsi fuori da un ambiente artificiale.

Mutterzunge, Misal Adnan Yıldız, Turkey

I progetti girano attorno ad una statua collocata nel parco pubblico di Karaman, una piccola città in Anatolia, raffigurante un eroe locale che lottò contro l’invasione ottomana del tredicesimo secolo. Il monumento lavora come una ‘installazione performativa’ in grado di interagire con le vite delle persone che passano il tempo al parco e capace di ricordare la situazione politica in Turchia durante gli anni Ottanta, al momento della sua transizione verso la democrazia.

The Border, Evelyn Simons, Belgium

Questo progetto espositivo è diviso in diversi ambienti, che rappresentano i vari passaggi che un migrante è costretto ad attraversare mentre si sposta verso una ‘terra promessa’.