Quando dal cemento nascono fiori

“Risarcire” un territorio degradato e “mitigare” l’impatto paesaggistico di ciò che si vuole costruire, sono i verbi che raccontano l’impresa condotta dal Gruppo Prada e dall’architetto Guido Canali.
Per anni con tenacia, rigore e pazienza artigianale si conquistano terreni, si progetta, si costruisce, si piantano alberi. Le attività si sovrappongono e si stratificano; il progetto si affina mentre l’edificio si definisce. L’architetto è mastro carpentiere, il cantiere è il luogo del confronto e della messa a punto.
Il verde è l’ossessione prima del progetto, il fine ultimo della costruzione.

La nuova sede di Prada

Sito industriale o villa modernista?

© Alessandro Ciampi

La fabbrica è bella nei patii segreti, nei corridoi percorsi dalla luce che si infiltra da tagli inattesi, nei laboratori al primo piano ampi, liberi, luminosissimi.
Le scelte sono guidate dal cuore e disegnate dalla ragione, si giocano nel rapporto tra giardino ed edificio, tra il rigore del disegno architettonico e la libertà degli elementi naturali.
Un edificio, a pieno titolo definibile factory garden.

Alberi e arbusti sui tetti, sui gradoni, sui terrazzi. A sbalzo dalle facciate, in cascata da pensiline e pergolati, in salita alla conquista di muri completamente lisci. Si affina e si definisce qui un criterio paesaggistico che ispirerà futuri interventi già in corso di studio. L’attitudine è all’ascolto, al rispetto, alla responsabilità, di uomini e paesaggi.

Il dialogo natura homo faber

La visione dell’autore Guido Canali

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© Tiziana Gibilisco Photographers

Luoghi di lavoro umani, dove il benessere si coniuga alla produttività in un equilibrio naturale.  L’eccellenza del fare si genera anche così. È intorno al fare e al suo contesto più favorevole, cioè l’ordine armonioso che l’uomo può imprimere alla natura, che si è concentrata l’attenzione realizzativa del progetto architettonico della nuova sede di Prada.
Lo stabilimento di Valvigna è un ambiente progettato per il benessere delle persone che ci lavoreranno. Estetica essenziale e etica imperativa.
L’opera esprime rispetto per la natura che è salvaguardata e ricomposta, e il lavoro dell’uomo a cui sono riconosciuti valore e dignità.

Buon senso e tecnologia

Ricerca della qualità e attenzione alla sostenibilità

Un’architettura fatta di relazioni, che ibrida interno ed esterno, dove il verde è attore principale a garanzia della qualità dell’intervento, elemento di progetto e non mero decoro estetico.
Dal contenimento energetico e utilizzo di pannelli solari, al recupero di calore e di acqua piovana, alla distribuzione dell’aria a portata variabile fino all’attenuazione del rumore interno, all’illuminazione a led e alla sicurezza idraulica della zona, le caratteristiche dell’edificio rivelano il rigore di un’antica saggezza costruttiva integrata alle moderne tecnologie.

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