In 13 mesi di lavori, da marzo 2014 ad aprile 2015, grazie a un cantiere attivo ventiquattro ore su ventiquattro, 14 mila metri quadrati di superficie sono stati riqualificati per restituire ai milanesi e al pubblico internazionale una Galleria completamente restaurata a 150 anni dalla posa della prima pietra. L’opera ha riscoperto l’originaria bicromia delle facciate, riportato all’attenzione del grande pubblico la figura del progettista, l’architetto Giuseppe Mengoni e fornito dati e informazioni scientifiche per la futura conservazione del monumento.

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Il cantiere della conoscenza

I lavori di restauro, curati dall’Architetto Roberto Baciocchi per il Gruppo Prada e condotti dalla ditta Gasparoli s.r.l., hanno visto la presenza media di 12 restauratori e un impiego complessivo di circa 35.000 ore di lavoro.

Il portale semovente

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La conoscenza degli interventi del passato, la volontà di preservare la piena fruibilità degli accessi commerciali, la necessità di garantire sicurezza e il bisogno di ottimizzare i tempi di realizzazione, hanno imposto una riflessione alla ricerca di una soluzione “creativa”. Il desiderio era ambizioso: realizzare un restauro senza impalcature. Il modo classico di farlo, ovvero muoversi con piattaforme capaci di spostarsi in altezza, è risultato subito non perseguibile. Di fronte all’apparente impossibilità, la volontà si è rafforzata, animata dalla consapevolezza che non si poteva “impacchettare” la Galleria per un anno. L’idea è nata dall’estro creativo di Impresa Percassi che ha trasformato in “macchina” quello che era poco più di un sogno: “non bisogna smontare le tende, ostruire gli ingressi dei negozi, montare le impalcature per troppo tempo, insomma bisogna restaurare la Galleria volando”.

L’“impalcatura volante”, o portale semovente, è l’ingegnerizzazione di questo approccio e di questi obiettivi. I ponteggi si sono mossi sopra le teste dei passanti e sopra le vetrine, appoggiandosi a terra con otto elementi puntuali dall’ingombro minimo spostatosi alla fine di ciascuna fase di lavoro. Di notte, il portale avanzava e lasciava dietro di sé le facciate pulite. Una sorta di “navicella” che ha ospitato i restauratori, protetto i passanti, garantito i commercianti.

Il progetto di comunicazione

Il progetto di comunicazione che ha completato il progetto di restauro ha promosso il valore della cultura e del patrimonio artistico italiano, con l’obiettivo di restituire a Milano uno dei suoi simboli. La curiosità, la passione, l’entusiasmo per la scoperta di storie grandi e piccole, hanno fatto nascere il desiderio di raccontarne di nuove. Così, a essere scandagliate non sono state più solo le pietre, gli intonaci e i gessi, ma la mentalità, la vita sociale, i rapporti tra uomo e uomo in 150 anni di vita cittadina in Galleria. Nel sito ingalleria.com, la storia incontra il presente recuperando il passato e costruendo nuovi percorsi per il futuro. Ritornano a essere a noi contemporanei i ricchi borghesi che per la Galleria demolirono interi isolati, come le signore eleganti che in Galleria facevano i loro migliori acquisti o gli immigrati meridionali che in Galleria andavano per telefonare dai telefoni pubblici. Spettacolari immagini descrivono il restauro e svelano i particolari estetici dell’impianto ornamentale del monumento. Brevi romanzi, curati dalla scrittrice milanese Giovanna Ferrante, narrano episodi storici il cui palcoscenico è stato il Salotto di Milano e una galleria di video-interviste raccoglie le testimonianze di chi, con passione, ha creduto in questo progetto.

Le visite guidate

Prada, Versace e Feltrinelli, insieme al Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, hanno offerto agli studenti delle scuole milanesi la possibilità di effettuare una visita guidata al cantiere per il restauro della Galleria.

Hanno aderito 224 alunni di 9 scuole. L’iniziativa  ha permesso di dare un contributo alla calendarizzazione delle attività didattiche, fornendo un’occasione per avvicinare le nuove generazioni alla storia di uno dei monumenti simbolo della città di Milano.

I più piccoli, hanno animato gli incontri con la fantasia, fornendo una libera interpretazione dei 4 continenti che decorano i mosaici della Galleria.

Le giornate sono state un’occasione per promuovere la cultura e per trasmettere l’importanza della salvaguardia e valorizzazione di opere del nostro territorio, parte della nostra storia e del patrimonio artistico e culturale italiano.

L’evento finale

Il progetto ha previsto l’installazione, al centro della Galleria, di uno spazio ottagonale chiuso, accessibile soltanto attraverso due stretti passaggi e rivestito esternamente di specchi che hanno amplificato e moltiplicato la ricchezza iconografica delle facciate appena restaurate; la stanza è stata dotata internamente di video wall, capaci di proiettare inconsuete viste e rimandare a esperienze inusuali di fruizione del monumento. Il progetto è stato completato da 4 postazioni con panche – che hanno consentito di ridare vita all’uso, un tempo comune, di sedersi a chiacchierare in Galleria – ciascuna dotata di un binocolo, per godere di viste ravvicinate dei dettagli architettonici restaurati, trasformando la Galleria in un paesaggio urbano da esplorare.