“A che cosa serve un’istituzione culturale?” È questa la domanda fondamentale da cui vogliamo muovere. Siamo convinti che la cultura sia profondamente utile e necessaria, oltre che coinvolgente e attrattiva. Deve arricchire la nostra vita quotidiana, aiutarci a capire i cambiamenti che avvengono in noi e nel mondo. Sarà questa convinzione la base delle attività future della Fondazione.

 

A maggio 2015, l’apertura della sede permanente della Fondazione Prada a Milano conferma l’atteggiamento di apertura e d’invito che ha contraddistinto la Fondazione nell’interrogarsi sugli intenti e la rilevanza di un’istituzione culturale oggi.

L’interesse principale della Fondazione sono le idee, e i modi in cui l’umanità le ha trasformate in discipline specifiche: letteratura, cinema, musica, filosofia, arte e scienza. Il nuovo spazio espande la portata dei saperi della Fondazione in cui ogni campo ha una sua autonomia e, al contempo, la coesistenza delle discipline genera risonanze e intersezioni culturali imprevedibili.

Lo studio OMA, guidato da Rem Koolhaas ha concepito per la Fondazione Prada un progetto architettonico che espande il repertorio delle tipologie spaziali in cui l’arte può essere esposta e condivisa con il pubblico. La nuova sede caratterizzata da un’articolata configurazione architettonica che combina sette edifici preesistenti e tre nuove costruzioni (Podium, Cinema e Torre), è il risultato della trasformazione di una distilleria risalente agli anni Dieci del Novecento. Nel progetto di OMA la conservazione si confronta e interagisce con l’ideazione di una nuova architettura. Situato in Largo Isarco, nella zona sud di Milano, il complesso si sviluppa su una superficie totale di 19.000 m².

Il Podium, un edificio caratterizzato da elevati standard espositivi, accoglie mostre e progetti temporanei. Haunted House, una delle strutture esistenti al centro del complesso, ospita l’intervento site-specific di Robert Gober, mentre nel sotterraneo del Cinema, un edificio multifunzionale e flessibile, è presentata l’installazione permanente “Processo grottesco” di Thomas Demand. La Collezione Prada, che include perlopiù opere del XX e XXI secolo, è utilizzata come uno strumento d’indagine e ricerca. Curatori, artisti, architetti, ma anche scienziati, studenti, pensatori e scrittori, sono invitati a offrire nuove interpretazioni e cercare idee inesplorate che danno luogo a nuovi progetti e mostre tematiche.

La varietà e apertura del programma è evidente anche nella struttura stessa della Fondazione, impostata sul confronto tra i dipartimenti curatoriali coordinati da Astrid Welter, Mario Mainetti e Alessia Salerno, il Thought Council, dalla composizione variabile, i cui membri attuali sono Shumon Basar, Cédric Libert, Elvira Dyangani Ose e Dieter Roelstrate, i Presidenti Miuccia Prada e Patrizio Bertelli e il Soprintendente artistico e scientifico Germano Celant.

Contestualmente all’apertura della nuova sede hanno preso il via le attività educative permanenti dell’Accademia dei bambini. Un progetto a cura di Giannetta Ottilia Latis e sviluppato in collaborazione con 18 studenti dell’École Nationale Supérieure d’Architecture de Versailles, sotto la direzione di Cédric Libert e Elias Guenon. L’Accademia, rivolta ai bambini dai 4 ai 10 anni, è un ambiente ideale per lo svolgimento di attività ricreative e laboratori, uno spazio aperto al dialogo tra adulti e bambini e a diverse esperienze di gioco, creatività e apprendimento.

Il Bar Luce, ideato dal regista americano Wes Anderson e situato nell’edificio d’entrata della nuova sede, ricrea l’atmosfera di uno storico caffè milanese. La decorazione del soffitto e delle pareti riproduce in “miniatura” uno dei simboli della città, la Galleria Vittorio Emanuele, mentre gli arredi, la gamma cromatica e gli elementi interni rendono omaggio al cinema italiano e richiamano la cultura popolare e l’estetica dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta.