“A che cosa serve un’istituzione culturale?” È questa la domanda fondamentale da cui vogliamo muovere. Siamo convinti che la cultura sia profondamente utile e necessaria, oltre che coinvolgente e attrattiva. Deve arricchire la nostra vita quotidiana, aiutarci a capire i cambiamenti che avvengono in noi e nel mondo. Sarà questa convinzione la base delle attività della Fondazione.

La storia della fondazione Prada

Creata nel 1993, la Fondazione Prada si è posta come luogo di analisi del presente attraverso l’ideazione di mostre d’arte, di progetti di architettura, iniziative in campo cinematografico e conferenze di filosofia. La cultura è intesa come efficace strumento di conoscenza in grado di attivare un processo intellettuale in continua evoluzione.

Nel corso di oltre vent’anni di attività la Fondazione ha intessuto un continuo dialogo con istituzioni e musei internazionali, ha collaborato con importanti artisti contemporanei come Louise Bourgeois, Walter De Maria, Thomas Demand e John Baldessari e presentato, in Italia e all’estero, progetti speciali tra i quali “Double Club” di Carsten Höller a Londra, “Prada Transformer” di OMA a Seul e “24h Museum” di Francesco Vezzoli al Palais d’Iéna a Parigi.

Nel maggio 2011 la Fondazione Prada ha aperto un nuovo spazio espositivo a Venezia, presso Ca’ Corner della Regina, un palazzo settecentesco, affacciato sul Canal Grande. La mostra inaugurale, curata da Germano Celant, ha documentato tramite opere selezionate dalla Collezione Prada le molteplici attività della fondazione senza imporre una singola interpretazione tematica. In seguito sono state realizzate importanti mostre di ricerca come “The Small Utopia. Ars multiplicata”, “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”, “Art or Sound”, “Portable Classic”, “The Boat is Leaking. The Captain Lied.” e un progetto sperimentale come “Belligerent Eyes”.

A maggio 2015, l’apertura della sede permanente della Fondazione Prada a Milano ha confermato l’atteggiamento che ha contraddistinto la Fondazione fin dall’inizio, ovvero la volontà di interrogarsi sugli intenti e la rilevanza di un’istituzione culturale oggi e di fornire delle possibili risposte a questa domanda fondamentale.

Situata in Largo Isarco, nella zona sud di Milano, la sede è il risultato della trasformazione di un ex complesso industriale risalente agli anni dieci del Novecento. Gli spazi occupano una superficie totale di 19.000 m² e accolgono un articolato programma di attività espositive ed eventi culturali, permettendo alla Fondazione di sviluppare la sua vocazione multidisciplinare.

Dal 2015 sono state proposte mostre di ricerca come “Serial Classic”, “L’image volée” e “TV 70: Francesco Vezzoli guarda la Rai”, esposizioni sviluppate a partire dalla Collezione Prada come “An Introduction”, “In Part”, “Trittico” e “Atlas I”, rassegne cinematografiche come “Roman Polanski: My Inspirations”, “Flesh, Mind and Spirit” e “The New American Cinema. Torino 1967”, progetti di danza sviluppati da coreografi come Virgilio Sieni e Billy Cowie, mostre antologiche e retrospettive dedicate ad artisti internazionali come Goshka Macuga, Theaster Gates, Betye Saar, William N. Copley ed Edward Kienholz e un’installazione di realtà virtuale, “CARNE Y ARENA”, concepita da Alejandro González Iñárritu.

A dicembre 2016 è stato inaugurato Osservatorio, il nuovo spazio della Fondazione Prada dedicato alla fotografia e situato in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Ospitato al 5° e 6° piano di uno degli edifici centrali della Galleria, a livello della cupola in ferro e vetro che copre l’ottagono, Osservatorio ha accolto le mostre “Give Me Yesterday”, a cura di Francesco Zanot, incentrata sull’uso della fotografia come diario personale ed “EU”, a cura di Luigi Alberto Cippini, dedicata alla produzione recente del fotografo giapponese Satoshi Fujiwara.

L’Accademia dei bambini, situata nella sede principale di Milano, accoglie attività multidisciplinari rivolte all’infanzia. Il progetto è stato ideato dalla neuropediatra Giannetta Ottilia Latis, che ne cura i programmi e i contenuti. L’allestimento degli spazi è stato progettato in collaborazione con un gruppo di giovani studenti dell’École Nationale Supérieure d’Architecture de Versailles guidati dai loro insegnanti Cédric Libert ed Elias Guenon. L’Accademia, rivolta ai bambini dai 4 ai 10 anni, è un ambiente ideale per lo svolgimento di attività ricreative e laboratori, uno spazio aperto al dialogo tra adulti e bambini e a diverse esperienze di gioco, creatività e apprendimento. Dall’inizio delle sue attività ha visto la partecipazione di designer, artisti, scenografi, calligrafi, botanici, marionettisti e scienziati che hanno ideato una serie di laboratori, spettacoli ed eventi pubblici concepiti espressamente per l’Accademia.

Il Bar Luce, progettato dal regista americano Wes Anderson e situato nell’edificio d’entrata della Fondazione, ricrea l’atmosfera di uno storico caffè milanese. La decorazione del soffitto e delle pareti riproduce in “miniatura” la Galleria Vittorio Emanuele, mentre gli arredi, la gamma cromatica e gli elementi interni rendono omaggio al cinema italiano e richiamano la cultura popolare e l’estetica dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta. In breve tempo il Bar Luce è diventato uno dei luoghi di ritrovo più frequentati della zona e un punto di riferimento in città per ospiti italiani ed internazionali.